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TOUR DE FRANCE MONT VENTOUX 2016 CADUTA PAZZESCA

 

Ecco i fotogrammi della pazzesca caduta avvenuta al TOUR DE FRANCE il 14 luglio 2016 festa nazionale Francese a due chilometri del traguardo della mitica montagna Mont Ventoux accorciata per troppo vento.

Grandissima figuraccia mondiale in diretta internazionale. Di chi è la colpa della tragica e pazzesca caduta avvenuta nella tappa più importante del Tour de France 2016 a due chilometri dal traguardo, Richie Porte della BMC con dietro Chris Froome maglia gialla e Bauke Moolema, si schiantano addosso alla moto della televisione francese che inchioda all’improvviso per evitare gli spettatori. Spettatori che chiudono completamente la strada ai loro idoli ciclisti che stanno faticando e rischiando la vittoria e la vita.

Spettatori, in costume, vestiti con tanga giallo, incappucciati, travestiti da diavolo, con torce e fumogeni che affumicano e tirano pacche sulle spalle e schiena degli atleti.

C’è qualcosa che è sfuggito di mano, che ha superato i limiti, di chi è la colpa di questa corsa a piedi della maglia gialla che corre con le scarpette con le tacchette in salita senza trovare una bici? Colpa dei tifosi troppo euforici? Colpa delle troppe moto al seguito? Colpa dell’organizzazione che non ha transennato gli ultimi due chilometri come fanno al giro d’Italia? Colpa della gendarmeria delle forze dell’ordine francesi che non hanno previsto un’affluenza del genere, sulla mitica montagna del tour nel giorno della festa nazionale, con tutta la Francia in vacanza? In Italia nelle tappe alpine specialmente in Friuli, gli alpini e i volontari fanno un cordone umano per proteggere gli atleti. Visto la paura di attentati di pazzi non era prevedibile aumentare il numero delle forze dell’ordine presenti nel finale di tappa?  Siamo in Francia, non sapremo mai di chi è la colpa, come non si è mai saputo chi era quell’ospite vip che con l’autista della macchina dell’organizzazione qualche anno fa falciò tre ciclisti sul filo spinato.

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Adam Eyts  avrebbe dovuto vestire la nuova maglia gialla ma l’annullo della tappa al momento dell’incidente è stata decisa dalla giuria.

Ecco i fotogranni di Chris Froome a piedi disperato verso il traguardo senza bicicletta.

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Ecco l’ordine d’arrivo effettivo della 12° tappa di giovedì 14/07. Montpellier / Mont Ventoux (Chalet-

Reynard):  1°  Thomas De Gendt – LOT; 2° Serge Pauwels – DDD 02”;  3° Daniel Navarro Garcia – COF 14”; 4° Stef Clement – IAM 40”; 5° Sylvain Chavanel – DIR 40”; 6° Bert-Jan Lindeman – LNL 2’52”; 7 Daniel Teklehaimanot – DDD 3’13”; 8 Sep Vanmarcke – LNL 3’26”;  9° Chris Anker Sorensen – FVC 4’23”; 10° Bauke Mollema – TKS 5′05”; 11° Adam Yates – OGE 5′24”; 12° Fabio Aru – AST 5′24”; 13° Louis Meintjes – LAM 5′24”; 14° Romain Bardet – ALM 5′24”; 15° Joaquim Rodriguez – KAT 5′24”; 16° Alejandro Valverde – MOV 5′31”; 17° Nairo Quintana – MOV 5′31”; 18° Tejay Van Garderen – BMC 5′36”; 19° Richie Porte – BMC 6′01”; 20° Daniel Martin – EQS 6′30”.

Ecco la classifica generale dopo l’inspiegata decisione della giuria.

1° Froome; 2° Yates a 47”; 3° Mollema a 56”; 4° Quintana a 1’01”; 5° Bardet a 1’15”; 6° Valverde a 1’39”; 7° Van Gardener a 1’44”; 8° Aru a 1’54”; 9° Martin a 1’56”; 10° Rodriguez a 2’11.

Nel fare i complimenti a tutti gli atleti coinvolti nell’incidente, e complimentarci con i ciclisti che non possono neanche lamentarsi perché essendo una gara ad invito, rischierebbero se troppo polemici di non essere invitati l’anno successivo al mitico Tour de France, come accadde già in passato a Marco Pantani e Mario Cipollini, non desiderati dagli organizzatori. Mentre desideratissimo era l’innominabile Lance Amstrong. Rimanendo tifosi nei limiti a noi piace pedalare con le tute e le divise dei nostri campioni come di seguito linkate.

SALVIAMO I CICLISTI

DISTANZA 1,5 m “Interventi per lo sviluppo e la tutela della mobilità ciclistica”, diretta conseguenza della mobilitazione web per la campagna “Salviamo i Ciclisti”.

I punti salienti del documento disegno di legge per ora solo presentato, vedono l’inserimento del limite di 30 km/h nelle zone residenziali in cui non siano presenti piste ciclabili, il che avrebbe come diretta conseguenza l’istituzione della “zona trenta” in tutti i centri urbani delle nostre città sul modello di Reggio Emilia, e la destinazione agli Enti Locali della quota del 2% del budget delle società dei gestori stradali e autostradali per la realizzazione di piste ciclabili.

Nell’introduzione si legge: “E’ giunto il momento di riconoscere, ad ogni livello amministrativo e politico, la ciclabilità non solo come parte integrante della moderna mobilità quotidiana ma come soluzione efficace e a impatto zero per gli spostamenti cittadini personali su mezzo privato. Deve essere riconosciuto l’elevato valore sociale della mobilità ciclistica. Il suo sviluppo e la sua tutela, nel nostro Paese lungamente sottovalutati e anzi depressi dall’attenzione centrata sulla mobilità a motore gli attuali standard europei, già da anni a livelli altissimi e in Italia quasi inesistenti. La sicurezza delle persone che scelgono di spostarsi in bici deve essere considerata una priorità, da raggiungere soprattutto e in prima battuta attraverso la limitazione e la moderazione del traffico veicolare a motore. L’attenzione del legislatore alla sicurezza si deve concentrare su decise azioni di limitazione della velocità in ambito urbano.”

Il disegno di legge si snoda in 9 articoli e prevede:

1)l’obbligo per gli autoarticolati che transitano nei centri urbani di essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza e altri strumenti tecnici che tutelino la mobilità ciclistica.

2)il monitoraggio degli incroci più pericolosi affinché entro i successivi 90 giorni siano impiantati, nelle suddette aree, semafori preferenziali per i ciclisti, specchi e altri strumenti tecnici che permettano ai guidatori di autoarticolati, autovetture e di moto e ciclomotori di individuare la presenza dei fruitori della mobilità ciclistica.

3) un’indagine nazionale per determinare il numero di persone che utilizzano la mobilità ciclistica, le aree interessate dalla mobilità ciclistica, il numero totale di chilometri di piste ciclabili e la loro dislocazione nelle diverse aree del Paese, nonché il numero dei ciclisti oggetto di incidenti.

4) l’ obbligo alle società che gestiscono strade e autostrade di destinare il 2% del proprio budget agli enti locali per la realizzazione di piste ciclabili.

5) la realizzazione di corsi di formazione, atti a migliorare la sicurezza per quanti usufruiscono della mobilità ciclista. La partecipazione ai corsi diventa requisito obbligatorio per il conseguimento della patente di guida.

30 KMH6) l’obbligo del limite di 30 km/h di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7) che le aziende private o pubbliche o persone fisiche possano sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili anche attraverso l’attività di gestione di noleggi biciclette nelle suddette aree.

8) la modifica del decreto ministeriale del 27 marzo 1998 con l’affiancamento di un esperto di mobilità ciclistica al mobility manager aziendale e per i Comuni l’obbligo di istituire presso l’ufficio tecnico del traffico, una struttura di supporto e di coordinamento (Mobility Management) all’interno della quale devono essere individuate specifiche responsabilità con competenze sulla mobilità ciclistica (Bicycle Manager)

9) il raddoppio delle sanzioni amministrative a carico degli automobilisti in violazione dell’art. 141 del Codice della Strada (Velocità).

Il sportSOSkin aderisce pienamente alla campagna salviamo i ciclisti iniziata dal quotidiano inglese THE TIMES.

Perchè il ciclismo

Perchè il ciclismo?

Il tutto nasce dalla grande passione di tutta la mia famiglia per il ciclismo, e lo sport in generale. Nonno Ferruccio DAL BELLO fu un ciclista indipendente prima della seconda guerra mondiale corse qualche gara con Bartali e Coppi, sua figlia Graziella DAL BELLO fu la prima ciclista donna della provincia di Varese. Nel 1966 partecipo alla prima squadra femminile della Federazione Italiana di Ciclismo ai Mondiali su strada di Nurburgring in Germania e dei mondiali su pista a Francoforte.

graziella dal belloGraziella DAL BELLO campionessa di ciclismo femminile fu ispiratrice di un famoso costruttore di biciclette che chiamò la prima bicicletta pieghevole dei fine anni ‘60 “Graziella” per i suoi grandi tifosi che gridavano il suo nome nelle prime gare e corse ciclistiche femminili. Nipote di Ferruccio e figlio di Graziella ed io Davide SETTIMO non potevo che appassionarmi, anch’io, del fantastico mondo del ciclismo.  Negli anni ’80 dopo 7 anni di agonismo e dopo grandi cadute, scivolate su asfalto e terricci vari, ho deciso di ritirarmi per la grande sfortuna.

IL PRIMO CHE DICE CHE LO SPORT FA BENE ALLA SALUTE  🙂

Per colpa mia e della mia grande passione per il ciclismo anche i miei due figli hanno iniziato a 8 anni  Simone e 10 anni Martina a correre in bicicletta.

Per grande paura che cadessero e si scorticassero tutti come il papà “sfigato”, (e per grande paura

Valentino ROSSI gratta gomito e ginocchio

della moglie Sabrina che lo scorticasse vivo se i due pupi si fossero fatti un graffio) 😉 guardando Valentino ROSSI piegare in curva e toccare i gomiti e ginocchia sull’asfalto in curva, ho pensato:

Perchè i ciclisti non possono proteggersi dalle scivolate ed abrasioni???

Da qui studiando le saponette dei motociclisti ho ideato un nuovo tipo di saponetta per salvaguardare tutti quegli atleti e sportivi che corrono e hanno il grande terrore della moglie come me e di scivolare sull’asfalto.

SportSOSkin è un prodotto innovativo, evita le abrasioni da cadute. Non mi sento neanche di utilizzare lo slogan “provare per credere” perchè non mi va di augurare a nessuno di cadere sull’asfalto.

Il prodotto è stato testato direttamente da me e dai miei due figli per oltre 4 anni da molti team ciclistici sia professionisti che dilettanti e squadre giovanili: Team professionistico BARDIANI, dilettanti under 23 PALAZZAGO FENICE, dilettanti under 23 TEAM TREVIGIANI, Squadre giovanili Gruppo Sportivo PREALPINO.

La provincia 19-03-2013 Davide SETTIMO sportSOSkin

Attenzione il danno da scivolamento è strettamente correlato alla velocità e tipo di impatto a terra e se durante la scivolata sull’asfalto e terriccio ci siano ostacoli oppure ci sia rotolamento.

Il prodotto non evita ematomi o altri traumi causati da impatto ed urto violento.

PROTEGGIAMO I CICLISTI DALLE ABRASIONI